CE LO FACCIAMO UN BEL DIAMANTE ROSA?

 

 

Suggerimento in tre atti, per saziare quella immoderata gemmarum libido:

 

Casella di testo:

Atto I° :

 

Recarsi (su invito) all’annuale Pink Diamond Tender (Offerta Pubblica del Diamante Rosa) dell’australiana Argyle Diamonds, emanazione dell’omonima pregiata miniera dalle cui viscere sortono – in ragione di un carato e meno ogni milione di carati estratti -  quei rari rosa saturo fantasia naturali figurativamente descritti anche come color “lampone” o “succo di mirtillo”. Benché semel in anno – generalmente nel mese di settembre - l’evento vien replicato in sette tappe, in giro per il mondo: a New York, a Londra, Anversa, Ginevra, Tokyo, Hong Kong e Perth. All’ultimo “Tender” il ghiottone (di pietre) si sarebbe arrovellato di quel poco, nella scelta, dovendosi risolvere tra ben 60 meraviglie della creazione in carature comprese tra il mezzo carato ed i due carati, (33 pietre su 60 al di sotto del carato) per un “monte meraviglie” di 58,81 ct. L’occhio suo (del ghiottone) avrebbe indugiato con quasi sensuale voluttà su d’un “Fancy Intense” Rosso-Porpora, SI2, per posarsi alfine, dopo un’ubriacatura di rosa vari, su d’un “Fancy Intense” Rosa-Porpora da 1,09ct, VS2, taglio “a smeraldo” e su d’un taglio “radiant” da 2,35ct, “Fancy Intense” Rosa-Porporino, variamente dati come  “mozzafiato” neanche fossero Naomi Campbell e Sharon Stone appena emerse insieme da una vasca da bagno ed ancor madide d’essenza di muschio. Il massimo dell’ebbrezza e della lambiccatura di cervello li si sarebbe raggiunti poi coi prezzi: da 100.000 a 180.000 dollari al carato per lo “smeraldo” da 1,09ct di cui sopra, ad esempio. Una goduria. Ah, dimenticavasi: è d’uopo farsi includere, per la bisogna, nell’elenco dei 250 invitati, o come tagliatore di diamanti, o come grossista di diamanti, o come dettagliante “molto speciale e di grido”, e tutti “leader” a livello mondiale, nel loro campo, ça va sans dire.

 

 

Atto II° :

 

Programmarsi la prossima vacanza come un “Gran TourIuessei’(USA)”:

a.      Miscelando la classica “Grande Mela” con i classici San Francisco e Parco di Yellowstone, Las Vegas e Gran Canyon, Los Angeles e Disneyworld e Seaworld, però

b.      Assolutamente non dimenticando una visita alla famosa collezione gemmaria Hickson, presso il County Museum di Los Angeles e l’altrettanto famosa collezione dello Smithsonian Institute di Washington,

c.      Puntando poi su una città chiamata Orem, nello Utah, ove ci si porterà presso una ditta chiamata Sundance Diamonds, divisione della US Synthetics, produttori di diamanti policristallini utilizzati dall’industria petrolifera nell’estrazione di idrocarburi liquidi o gassosi (carotaggi, trivellazioni e consimili). Qui, dal 2003, viene prodotta una vasta gamma di colorazioni, inclusi i bei rosa, intervenendo con trattamento HPHT (elevate pressioni, elevate temperature) su normali diamanti naturali del tipo I e di color marrone. I prezzi sono decisamente meno da batticuore, e l’acquisto potrà sempre fregiarsi – almeno per quanto concerne l’origine della pietra, anche se non del colore – dell’appellativo di naturale.

 

 

Atto III° :

 

Progettare una vacanza come sopra o contattare la Lucent Diamonds di Denver, nel Colorado  (il Gran Canyon dista da lì  sì e no 700 miglia). I loro diamanti rossi rosa o porpora, commercializzati come Imperial Reds, son pure ottenuti trattando diamanti naturali della serie del Capo (sfumature del giallo) o “top light brown” (sfumature del marrone) col metodo HPHT. Data al 2000 l’inizio delle sperimentazioni che la Lucent ha condotto sull’alterazione del colore nei diamanti naturali, ma è solo dopo l’intesa con la siberiana New Diamonds of Siberia (NDS) che la produzione dei rossi rosa e porpora ha preso l’avvio su consistenti basi commerciali. Il processo si può così sintetizzare: prima un trattamento HPHT, poi una botterella d’irraggiamento, ed infine un’altra bella scaldatina. I colori dianzi descritti son tipicamente saturi ma con accenti di marrone nel rosso e di porpora nel rosa. I prezzi? Frazione delle colorazioni naturali, naturalmente.

 

 

Come ben si può vedere, di riffe o di raffe la voglia d’un bel rosa o d’ un bel rosso ce la si può proprio cavare, non v’è che l’imbarazzo della scelta,.

 

 

Luigi Costantini