

Han detto di te: devi il tuo nome, Améthystos,
al tuo innato potere di curare o prevenire l’ubriachezza.
È per questo che
di te, sotto forma di coppa libatoria, si son adornate le mense
dell’antichità greco-romana, su su fin quasi alle
soglie del Rinascimento.
Sarà forse perché
Plinio tanto decantò queste tue virtù nella sua Naturalis
Historia ?
Dissero, poi, nei
secoli lontani che già sfumano in millenni: “sveltisce
l’intelligenza, rende astuti negli affari, protegge il soldato e gli conferisce
la vittoria, protegge dalle malattie contagiose, aiuta a dominare i cattivi
pensieri e le passioni incontrollate, oltre che a conferire saggezza e rendere
gentili, laboriosi e vigili”.
Così si credeva
allorché fosti una delle prime pietre preziose – e come eri
allora considerata preziosa! – ad essere utilizzata dalla nostra umana specie.
Caterina la Grande spedì
migliaia di disgraziati nelle miniere degli Urali per poterti possedere, ed
ancor oggi, in molte cattedrali cattoliche, si mesce il vino sacro in
calici ricavati dai tuoi cristalli. La mano episcopale che t’innalza al cielo
in offerta al Sommo è, ad ogni buon conto, adornata di
te, sotto forma d’anello o di sigillo.
Dicono ancor oggi
che sei “la pietra guida dell’introspezione”.
Che “il raggio
viola, da te emanato e corrispondente alla nota musicale SI, ha entrata vibrazionale nel 7° Chakra
coronale, sommità della testa e ghiandola pineale, dove la mente ,il pensiero nella sua purezza, la concentrazione, la
razionalità, la conoscenza e la connessione con l’universo intero possono
svilupparsi”.
Che “la tua potenza
vitale espressa in colore, vibrazione e risonanza energetica può aiutare a
raggiungere i livelli più profondi di noi stessi”.
Che “l’incontro
con la tua purezza energetica trasmutano l’io pensante, l’io razionale,
inducendo la conoscenza del sé, e la sofferenza catartica che ne deriva trova positiva espressione spirituale nella simbologia
penitenziale dei parametri sacri: il viola, appunto”.
Dicono “che l’azione esercitata dal tuo colore sul vortice chakrale stimoli l’attività del pancreas, delle ghiandole
pineale e pituitaria, del timo e della tiroide, bilanciando il metabolismo,
favorendo la produzione di globuli rossi e a rigenerazione dei tessuti, essendo
potente depuratore e potenziatore del sangue”
E ancora, che così facendo “rinforzi i sistemi
endocrino ed immunitario, esaltando l’attività del cervello destro;
aiuti nei disordini mentali sciogliendo e curando l’ansia, aiuti a liberarci
dall’orgoglio del sé per aprire la soglia del regno della conoscenza e della
saggezza”.
È
per questo che sei
denominata “la pietra dell’anima”. Perché sei la
“rappresentazione fisica del Raggio Viola, dell’Alchimia e della
Trasmutazione”, la pietra “il cui colore corrisponde al 7° Chakra
Sahasrara – il loto dai mille petali della tradizione
buddica – della sommità del capo”. Il Chakra che “governa la corteccia cerebrale e la presa di
coscienza,che di quest’ultima
determina l’apertura e la dilatazione, che presiede unitariamente a tutte le
attività fisiche mentali e spirituali,
che infonde pace, saggezza ed identificazione personale con l’Infinito, che
simboleggia l’unità con Dio, affinché si possa pervenire all’affermazione
ultima della ricerca spirituale : l’ Io sono il Tutto, il Tutto è in me”.
Così affermano gli
antichi ed i nuovi testi, dai Sacri testi Indù alle più recenti opere di
Cromoterapia, dagli scritti della tradizione esoterica più vetusti a quelli
della mutuata odierna tendenza “new age”.
Dicono ancora che
“attivi la milza ed eserciti azione stimolatrice sui nervi e favorisci lo
sviluppo osseo, che mantieni in equilibrio la quantità di potassio e di sodio
nel corpo, oltre che sedare e moderare in stati d’agitazione, favorendo
l’ispirazione e la spiritualità”.
Molti asseriscono
la veridicità delle tue virtù, comprovate da pratica personale o corroborate da
sperimentazione empirica.
Altri si chiedono
quanto di reale e credibile vi possa essere in
affermazioni che paiono aver l’aura del mirabolante e del miracolistico.
Io so solo:
·
Che il tuo colore - il viola, formato dalla
fusione del rosso e del blu – è il colore che possiede, nello spettro del
visibile, la maggior frequenza vibratoria;
·
Che il viola è una componente spettrale
della luce, e la luce è energia;
·
Che il tuo viola è la risultante dell’assorbimento selettivo da te
operato sulla luce bianca che in te è penetrata e che ti attraversa, fuoriuscendo appunto
come lunghezza d’onda da te non assorbita ma trasmessa;
·
Che, pertanto, quello che io chiamo tuo
color viola non è altro che una forma d’energia, e molto potente peraltro
(430-460 nanometri nello spettro elettromagnetico);
·
Che questa forma d’energia luminosa, arrivando all’occhio, produce
impulsi nervosi sulla retina che vengono poi trasmessi
come messaggi codificati lungo il nervo ottico fino alla corteccia visiva,
nella parte posteriore del cervello. E che, in senso più
generale, strada facendo, alcuni di questi segnali eccitano una parte specifica
dell’ipotalamo, che agisce nel cervello come l’orologio biologico del corpo
regolando le funzioni del sonno, dell’alimentazione ed altre ancora, come la
temperatura corporea e l’equilibrio idrico. L’ipotalamo agisce sia
sull’ipofisi che sull’epifisi , due ghiandole del
cervello, che reagiscono a messaggi provenienti dalle cellule in ogni parte del
corpo in base alla quantità ed alla qualità cromatica della luce che raggiunge
l’organismo. Queste due ghiandole regolano le funzioni corporali producendo
ormoni che stimolano altre ghiandole, come quelle surrenali e quelle degli
organi riproduttivi, e influenzano il metabolismo. Oltre a ciò, è comprovato
che il colore viene pure recepito a livello epidermico
interagendo con le cellule dei nostri tessuti e venendo convogliato per via
nervosa alle varie parti del nostro organismo, come avviene attraverso gli
occhi.
Ecco, questo io
so, cara Améthystos.
Per cui, se
dovessi ricondurre – pur doverosamente sfrondando, pur espungendo – tutto ciò
che trovo negli antichi e nei nuovi testi (dal Kurma Purana in su) anche solo alle
considerazioni più sopra esposte, potrei affermare: il mirabolante diventa credibile.
Tutto si spiega,
sotto questa luce.
O non è forse vero che la scienza dei
colori trova applicazione in medicina psicosomatica, in psicoterapia, in
pedagogia, in architettura, in cromoterapia, in medicina del lavoro (selezione del
personale, orientamento professionale), in cromo-agopuntura?
O non è forse vero
che la scienza dei colori veniva praticata già nel
1500 a.C. nei templi di Karnak e di Tebe, nell’Egitto dei Faraoni, in India, in Cina?
Dalla vetusta e
millenaria arte terapeutica è disceso tutto quel che
si dice di te, Améthystos.
Ecco perché sei
sempre stata associata al dio Mercurio, corrispondente di Ermete,
per i Greci, ed al dio Thot, per gli Egizi : tutti
dei della medicina e delle arti magiche, che con essa formavano un tutt’uno!
Luigi Costantini