DAL PIANETA DIAMANTI

From the Diamond Planet

By Luigi Costantini

 

Da questo numero, l’orafo italiano ospita una rubrica dedicata alla gemmologia, con approfondimenti sulle notizie e le gemme di maggiore attualità. La curerà Luigi Costantini, diplomato Gemmologo GIA GG presso il Gemological Institute of America di Santa Monica, Los Angeles ed esperto di pietre preziose. Costantini, socio fondatore dell’istituto Gemmologico Mediterraneo di cavalese, è docente di Gemmologia e dal 1977 è responsabile per l’Italia dei corsi di formazione professionale dell’International Gemological Institute di Anversa. Per contattarlo: italy@igiworldwide.com

 

 

Se la miniera di Argyle chiude,  nel 2008, che succederà?

 

A me che cale, direte voi? Importa sì, invece :

1)Perché l’australiana miniera di Argyle è stata all’origine  ed è tuttora il motore propulsivo delle fortune delle taglierie indiane : senza il costante flusso di pietre australiane  di piccola caratura, i prezzi per questa tipologia di prodotto ( e dei manufatti  ad esso correlati ) subiranno un inevitabile aumento

2)Perché da quella miniera  originano tutti quei bei diamanti “champagne” che tanto c’è voluto per imporre all’attenzione del grande pubblico, e che ora, sul più bello...

3)Perché, non ultimo, da dove credete che venga tutta quella delizia dei nostri occhi ( e delle tasche di chi riesce a piazzarne qualcuno ) che sono i diamanti rossi e rosa, così rari ed impossibili sino all’avvento di Argyle nel firmamento del “prezioso”, non più di vent’anni or sono ?

 

       (*)

 

Un fatto è certo : se la coltivazione a cielo aperto si sta esaurendo, come pare sia di fatto; se non si riesce a stabilire l’economicità degli scavi da proseguire  in sotterraneo; se non s’inverte la tendenza in calo della produzione  ( dai 40 milioni agli attuali 30 milioni di carati annui ed ai 15-20 milioni in caso di operazioni in sotterraneo ); se tutto questo sarà il caso, nel 2008 Argyle potrà chiudere.

Non ci voglio nemmeno pensare...

 


“Diamante Naturale o Diamante Sintetico ?” “Diamante trattato col metodo HPHT ?”

Soluzione del quesito più a portata di mano. Forse.

 

O voi tutti che vendete diamanti ! La soluzione ha per voi un nome, ora, anzi due : “Diamond Sure” e “Diamond View”.

Ambedue  prodotti dalla De Beers. Ambedue ora in vendita, e su piazza , a disposizione anche della più vasta platea degli operatori al dettaglio, e questa è la buona novella.

Col “Diamond Sure” vi riuscirà d’identificare il diamante naturale dal diamante sintetico e dal diamante che ha subito un trattamento del tipo HPHT, oltre che dalla moissanite e dalla zirconia cubica. Lo strumento ha un ingombro di cm 15x12 circa, e risulta di facile operatività.

Col “Diamond View” otterrete invece una definitiva conferma, circa l’origine naturale o meno della vostra pietra, nel caso in cui lo strumento precedente l’abbia messa in dubbio. Questo gingillo risulta un po’ più complicato da maneggiare, anche se non d’impossibile complessità.

La soluzione, pertanto, è  ora a portata di mano, nel caso  la vostra attività comporti transazioni commerciali di diamanti e le problematiche di cui al titolo vi trafiggano la mente.

Meno lo è, la soluzione, a portata di tasca : 12.500 dollari il primo aggeggio, 50.000 il secondo.

Ma se il gioco vale la candela….


 

* Fonte/ Jewelers’ Circular Keystone Vol. CLXXV

 

 

Gentilmente concesso da:

L’Orafo ITALIANO-ANNO LVII DICEMBRE 2004©