SFACCETTATURE  N° 11

 

GIUGNO 2004.

 

 

SOMMARIO:

ABBIAMO RICEVUTO

LE  OPINIONI  DEI  LETTORI

TERMODIFFUSIONE : DEPOSIZIONE  O  IMMISSIONE ?

UNA  DOVUTA  PRECISAZIONE

 

 

 

 

ABBIAMO RICEVUTO

 

 

GRANATO PIROPO ROSA PURO, DELLE ALPI  OCCIDENTALI, PROVINCIA DI CUNEO.

 

A prosieguo dell’articolo dal medesimo titolo, apparso recentemente nella stessa rubrica, riceviamo dagli autori, i  Signori Franco Salusso e Franco Manavella, le precisazioni a seguire :

 

«A completamento dell’articolo apparso nel numero 10 del Marzo 2004  del periodico “Sfaccettature”,  e riguardante il granato piropo  rinvenuto nelle Alpi Occidentali, riteniamo opportuno fornire alcune informazioni utili a delineare un quadro più chiaro di tale ritrovamento a, livello d’informazione gemmologica.

Affioramenti di quarziti a piropi si rinvengono nel territorio del Comune di Martiniana Po in Valle Po e nel territorio del Comune di Brossasco  in Val Varaita. I due territori sono adiacenti , collinosi ed entrambi in Provincia di Cuneo.

A Martiniana Po i piropi risultano essere di colore rosa pallido, di forma rombo-dodecaedrica  e di dimensioni che vanno dai 0,2 mm ad oltre i 25 cm di diametro.

I granuli di qualità gemmifera   sono però rari e di piccole dimensioni, e risultano perciò scarsamente atti al taglio. A Brossasco si stima che esistano almeno tre affioramenti di quarziti a piropo in cui si possono rinvenire granati contenenti granuli di qualità da gemma atti al taglio. Qui il colore è più marcato, tanto da essere definito all’analisi gemmologica come  “ rosa leggermente porpora”.

I granuli trasparenti hanno dimensioni maggiori e permettono di ricavare pietre tagliate che vanno solitamente dai 0,30 ai 0,80 ct, mentre le pietre dagli 1,00 agli 1,40 ct sono poche ed addirittura rare quelle superiori agli 1,50 ct. La maggior pezzatura raggiunta è stata di 4,00 ct., in un unico esemplare.

Mediamente solo il 2% dei granati estratti dalla mica fengite incassante contengono granuli idonei al taglio , concentrati nella parte esterna dei granati, dove la fratturazione è meno marcata e permette di isolare con infinita pazienza tali granuli.

Si stima che il tagliato annuo, ad opera di alcuni appassionati locali, non superi i 50-100 ct e venga in parte assorbito da collezionisti del settore gemmologico attratti dall’unicità di questo ritrovamento, dalle caratteristiche peculiari insite nel granato piropo e infine dal gradevole aspetto delle pietre tagliate.

Per ulteriori informazioni contattare:

Franco Salusso, Via Papa Giovanni XXIII° n° 11, 10060 Bricherasio, Pr. Torino, Tel. 0121.59203

Franco Manavella, Via Pinerolo n° 39, 10060 Macello, Pr. Torino, Tel. 0121.340045.

Bibliografia : Minerali delle Alpi Marittime e Cozie, Gian Carlo Piccoli, edito da “ Amici del Museo «F. Eusebio» Alba”, www.eusebio-online.it»

 

LC

 

 

 

 

 

 

 

LE  OPINIONI  DEI  LETTORI

 

TERMODIFFUSIONE : DEPOSIZIONE  O  IMMISSIONE ?

UNA  DOVUTA  PRECISAZIONE

 

Faccio riferimento all’intervento del Signor Fabio Picchio, ospitato nello spazio riservato alla rubrica “Le opinioni dei lettori”, a pagina 18 e 19 rispettivamente, dell’uscita n° 10 di “Sfaccettature”.

L’argomentare trattava dell’esatto e corretto significato ed uso dei termini depositare ed immettere, relativamente al processo meglio definito come trattamento di diffusione.

Ritengo doveroso, nei confronti del lettore, apportare quell’ulteriore contributo che possa togliergli eventuali e residui dubbi.

Se a ciò mi son risolto, infatti, è perché – da alcune telefonate ricevute – ho potuto constatare che tali perplessità non erano state poi del tutto fugate.

Orbene, da veri pignoli, vogliamo procedere ad una verifica condotta sia in senso etimologico

che testuale?

Ecco qui. Traendo dal “Dizionario della Lingua Italiana” G. Devoto&G.C. Oli :

  1. Depositare:

“ Di liquido, lasciar cadere al fondo le particelle solide in sospensione, dal latino dēpōno, deponis, deponĕre, nei vari significati di :

    1. deporre, porre giù
    2. deporre a terra
    3. deporre, partorire
    4. deporre, depositare, dare in custodia
    5. deporre, lasciar andare,abbandonare
    6. destituire
    7. abbattere, demolire
  1. Immettere :

      “ Dirigere in un ambiente appropriato,allo scopo di una diffusione o di una partecipazione

      funzionale , dal latino immittĕre :

    1. mandare dentro, far avanzare,lanciare o spingere dentro o verso o contro
    2. far entrare, immettere, introdurre, immergere
    3. mettere in possesso
    4. allentare
    5. mandare di nascosto, istigare
    6. mettere dentro, lasciar entrare

Da un punto di vista etimologico, quale pare al lettore il termine più appropriato, anche alla luce di quanto segue ?

 

Compulso il sacro testo  “Gemstone Enhancement” del Kurt Nassau, e a pagina 40 e 41, al capitolo “Impurity Diffusion”,trovo analiticamente descritta la dinamica del processo di termodiffusione nel corindone con termini che vanno dal “to diffuse” a “diffusion” ed a “penetration”,  mai riscontrando  però che si sia ricorsi alla voce  deposition” . Nella traduzione in lingua italiana di questo volume, resa nel titolo come “L’abbellimento delle Gemme”, lo stesso capitolo è reperibile alle pagine 59 e 60, e così suona :

 

 

 

“ Diffusione delle impurezze”

Quando si vuole provocare la diffusione delle impurezze che causano colore o asterismo in un corindone, si richiedono tempi molto più lunghi. In questo processo, ad esempio per produrre il colore rosso tramite diffusione del cromo, l’atomo dell’impurezza deve sostituire un atomo di alluminio Al in superficie, con spostamento di alluminio verso l’esterno. Seguirà quindi una serie di interscambi tra Al e Cr in direzioni casuali; col tempo il risultato effettivo è che gli atomi di cromo si muovono verso l’interno, ma solo molto lentamente. Come prevedibile, per questo processo si richiede l’impiego di temperature più elevate e periodi di tempo più lunghi, data la necessità di movimenti maggiori di quelli occorrenti nei processi i diffusione discussi precedentemente.

Questo tipo di processo di diffusione nel corindone fu sviluppato da Eversole e Burdick e da Carr e Nisevich alla Linde Co, con lo scopo di produrre o migliorare i corindoni sintetici asteriati ed anche in seguito per aggiungere colore. I loro brevetti descrivono i processi in dettaglio.Nel caso dell’asterismo, le gemme abbozzate o finite vengono ricoperte da una polvere prodotta riscaldando per 4 ore a 1300 °C 35 parti di TiO2 e 65 parti di Al2O4.Il processo di diffusione a 1750 °C – 1990 °C, in particolare a 1800 °C, per 24 ore, produce la penetrazione del titanio a una profondità di circa 0,01-0,25 mm.Il mantenimento di un’atmosfera riducente durante il riscaldamento conserva il colore blu dello zaffiro, se questa è la pietra in questione ( e può perfino aiutare la diffusione creando lacune di Ti2O3 ed ossigeno, entrambi i quali possono rendere più veloci i movimenti atomici ).

Invece di ricoprire soltanto il corindone con la polvere si può coprire la superficie della pietra con una poltiglia composta da polvere ed acqua, che viene poi lasciata asciugare. Altre impurezze, presenti di solito in discreta  percentuale, vengono aggiunte all’ossido di alluminio ( Al2O3 ) per produrre la polvere usata per aggiungere colore. L’aggiunta di cromo produce un color rosso rubino, l’aggiunta di ferro più titanio ( o almeno di uno di questi due elementi se l’altro è già presente nella pietra ) produce il blu, il ferro più il cromo producono un colore variabile da arancio a rosa ( padparadscha ), e così via. Dato che la penetrazione dell’asterismo o del colore è così superficiale, si deve usare molta attenzione nella successiva politura, per assicurarsi che lo strato superficiale non sia completamente asportato e tutto il colore venga di nuovo perso!

L’uso più recente del processo di diffusione è quello di rendere uniformi le striature presenti nei corindoni sintetici prodotti con il metodo Verneuil. Queste strie sono di solito provocate da fluttuazioni nella concentrazione di impurità proprie del processo Verneuil. Il processo di diffusione tramite riscaldamento prolungato a temperatura molto elevata riduce le variazioni di concentrazione; in questo modo le strie diventano molto meno evidenti.”   

Estrapolando dai Dizionari “The Oxford Dictionary” ed M. Hazon “Grande Dizionario Inglese Italiano e Italiano Inglese”, rispettivamente, si evince che :

  1. “To diffuse” ( diffondere ) sta per :
    1. disperse or be dispersed from a centre ( disperdere , spargere, essere dispersi o sparsi da un centro )
    2. (be) spread widely  (light, particles, heat, etc.) ( essere ampiamente propagati, sparsi, dicesi di luce,particelle, calore )
    3. (physics, esp. fluids ) intermingling by diffusion ( in fisica, specialmente di fluidi, mescolamento per diffusione )

 

ovvero, M. Hazon :

  1. diffondere, diffondersi
  2. spargere, spargersi
  3. propagare, propagarsi ( di luce, liquido etc.)

 

  1. “Diffusion” ( diffusione ) sta per :
    1. Diffusing or being diffused ( il diffondersi o il venir diffusi )
    2. (physics ) interpenetration of substances by natural movements of their particles ( in fisica, compenetrazione di sostanze ad opera dei movimenti naturali delle loro particelle )

 

ovvero, M. Hazon :

1.      diffuso ( di luce etc. )

 

  1. “Penetration” ( penetrazione ) sta per :
    1. from latin penetrare, place or enter within ( dal latino penetrare, piazzarsi o entrare dentro )

 

ovvero , M. Hazon :

1.      penetrazione : avanzamento verso l’interno di uno spazio circoscritto, associato all’incontro di una resistenza più o meno sensibile

 

ovvero, dal Vocabolario della Lingua Latina Castiglioni e Mariotti, penetrare (latino ) :

1.      far entrare, portar dentro

2.      penetrare, entrare, giungere, entrare in 

 

Da quanto sopra, innegabilmente emerge che la diffusione degli agenti cromofori, nel trattamento detto di termodiffusione, avviene in virtù di spostamenti, movimenti, propagazione, penetrazione e quindi immissione.

 

Se a tutto ciò s’aggiunge poi :

1.           L’uso ripetuto  del termine penetrare e penetrazione, per descrivere il processo di termodiffusione, fatto dal Pio Visconti (citato dal Picchi) nel suo “Gemme Guida ad una miglior conoscenza”, al capitolo “Trattamenti del rubino”, a pagina 199, 8ª e 11ª penultime righe;

2.           L’impiego dello stesso termine penetrare nella frase riportata a pagina 150, penultima riga, dal B.W. Anderson  nel suo “Gemmologia Pratica”,edizione italiana : “ .....questi colori non penetrano però in profondità, etc.....” riferendosi al processo in discussione;

3.           L’adozione del medesimo vocabolo, nelle forme “penetrated into” e “color penetration”, da parte del Ted Themelis nel suo “The Heat Treatment of Ruby and Sapphire”, al capitolo devoluto al processo di diffusione del colore nel corindone, per descrivere il procedimento;

 

vien fatto di concludere in maniera incontestabile e definitiva che :

DI  PENETRAZIONE , E  QUINDI  DI  IMMISSIONE  SI TRATTA,  E  NON  DI  DEPOSIZIONE  SENSU STRICTO.

 

Tanto dovevo ai nostri lettori, cordialmente,

Luigi Costantini