SFACCETTATURE N° 8

 

 

SOMMARIO:

 

DIAMANTE

Grado di purezza SI3 : sì o no ?

Fluorescenza nel diamante : fatti e misfatti

Fluorescenza nel diamante : fatti e misfatti

Zvi Yehuda

Diamanti trattati col metodo HPHT : fatti e misfatti

Diamante sintetico giallo a profusione

GEMME DI COLORE

Zaffiri “Padparadsha” : puntini sugli ‘i’

Tormalina Paraíba fino alla nausea

Strozzamenti malgasci

Noterelle sul Crisoprasio

Altro opale sintetico giapponese

PERLE

False “perle rosa” di Strombus ( Conch pearls)

Perle Akoya cinesi : fatti e misfatti

Perle Akoya cinesi : fatti misfatti

L’ ANGOLO  DEL  LETTORE

Il taglio “Amsterdam”, il gioielliere ed il consumatore : pro e contro.Invito al dibattito

MUSEI-MOSTRE

 

DIAMANTE

 

 

Grado di purezza SI3 : sì o no ?

 

 

Ricorderete. Ne parlammo nel numero  05 di Sfaccettature. Era il  Gennaio del 2001.

 

Da allora, ben poco è cambiato, vale a dire :

 

Ognuno accampa le proprie ragioni, pro o contro.

 

Dicono i primi, a sostegno :

“ Allorché venne messo a punto il sistema di classificazione della purezza, negli anni ’50,’60 e ’70 del secolo scorso, non c’era sul mercato quel granché di  pietre di grado I ( ovvero Piqué ). La necessità d’operare ulteriori distinzioni, per quelle tipologie merceologiche, non era pertanto avvertita, a differenza di quanto accade oggidì. L’innovazione non fa altro che rispondere ad una precisa richiesta del mercato.Tutto continuamente cambia, nelle nostre vite, e la produzione ed il marketing del diamante non fanno eccezioni alla regola.”

 

Affermano di contro i secondi , a discapito :

“ Il grado SI3 , così com’è oggi concepito, non è per niente ben definito. Son state date infatti, sinora, non meno di tre definizioni dello stesso.”

“ Il grado SI3 non delimita casistiche che non siano già comprese dal grado I1 ( Piqué1), né quantifica una particolare gamma di inclusioni e neppure stabilisce dei nuovi parametri che non siano già contemplati dagli esistenti sistemi classificatori”

“Il grado SI3, per quanto anzidetto, non assolve altro che a mere funzioni di marketing”

“ Non v’è pertanto ragione sufficiente a suffragare cambiamento alcuno nella consolidata e collaudata metodica sin qui seguita”

 

Fine della storia ( per il momento )

 

LC      JCK 05/2002.

 

 

 

 

 

 

Fluorescenza nel diamante : fatti e misfatti

 

Se ne dicono – è proprio il caso – di tutti i colori su questa povera fluorescenza. Spigolando di qua e di là, aggiungiamo alla già nutrita collezione di fatti ed opinioni i seguenti ( che alcuni di questi,  poi, confliggano con altri più o meno ben radicati pareri, tant’è ) :

 

 

 

 

 

 

Fluorescenza nel diamante : fatti e misfatti

 

( Continua )

 

 

LC  JCK 05/02

 

 

 

 

 

Zvi Yehuda

 

Se è tutto vero quel che è riportato in un annuncio a pagamento in un periodico del settore a larga diffusione, c’è da tenere a mente sia il  nome che le  date , perché sarà pappa per la storia (gemmologica) :

 

 

Ammazzaloahò !! ( Il computer mi segna l’interiezione come errata, ovvero non la riconosce, ma a Roma senz’altro sanno di che si tratta )

 

LC  JCK 05/02

 

 

 

 

 

Diamanti trattati col metodo HPHT : fatti e misfatti

 

-         diamanti bruni del tipo II, col trattamento HPHT tendono a divenire incolori o quasi incolori

-         alcuni molto rari  diamanti bruni del tipo IIa possono assumere colorazione rosa

-         ancor più rare pietre brune del tipo IIb si trasformeranno in un bel blu

-         diamanti bruni del tipo I  han la possibilità di mutare il colore in un giallo/giallo verde

 

LC   JCK 06/02

 

Diamante sintetico giallo a profusione

 

 

Una vera inondazione. È quello che promette la Gemesis Corp. di Sarasota, Florida, USA, passando dalle 100 pietre al mese ad  “x” volte tanto.Investendo dai 20 ai 25 milioni di dollari per mettere in piedi  qualcosa come 400 unità produttive, si pensa di raggiungere gli 80 milioni di dollari annui di vendita.Le pezzature dovrebbero aggirarsi mediamente sui 0,75-1,50 carati, con punte fino ai 3,00 carati, ed i prezzi di vendita si dovrebbero situare ad un 50-60% al di sotto del corrispondente naturale. L’identificazione non riserba particolari sorprese : le solite zonature di colore, il consueto magnetismo, le abituali inclusioni metalliche e la trita e ritrita reazione agli UV.

 

LC   JCK 03/02

 

 

 

GEMME DI COLORE

 

Zaffiri “Padparadsha” : puntini sugli ‘i’

 

Le avete lette bene le note precedenti sui corindoni arancio trattati ( in queste colonne e nel n° 02/2002 della nostra “Newsletter d’informazione” ) ?

 

Aggiungeteci pure questo,allora :

 

D’ora innanzi tutti i corindoni di color rosa-aranciato oppure arancione-rosato, simil “padparadscha”, che non dovranno la propria tinta ai prodigi di Madre Natura bensì a quelli di qualche laboratorio del “Misterioso Oriente”, verranno così descritti nel certificato a cui si troveranno accoppiati, volenti o nolenti :

 

“ Specie : Corindone Naturale”

“Varietà : Zaffiro (Arancione) Trattato”

“Commenti / Trattamenti : Indicazioni d’avvenuto trattamento. La colorazione arancione di questa pietra è confinata allo strato superficiale delle faccette”

 

All’ultima affermazione è affidata la parte più pregnante del messaggio che, tradotto in termini pratici, vuol significare :

  1. Questo nuovo tipo di colorazione arancione nettamente si differenzia :

a. dalle zonature arancioni riscontrabili all’interno di zaffiri che sian stati assoggettati ai

    tradizionali tipi di trattamento termico

b. dalle zonature dello stesso colore naturalmente presenti in zaffiri non trattati

 

  1. Se una pietra così trattata dovesse un giorno venir, per qualsivoglia ragione, ritagliata, è

      molto probabile che si possano verificare cambiamenti di colore.

 

Che il messaggio ( quasi subliminale )  venga o meno recepito dall’acquirente,sia esso grossista, dettagliante o privato;

Che il certificato venga redatto in via precauzionale prima  dell’acquisto (accoppiata “volente”) o a cose fatte (accoppiata “nolente”) con o senza conseguenti dolores de panza ;

Che , come suggerisce qualcuno, il consumatore finale si meriti forse una qualche spiegazione in più, oltre che un gentile avvertimento del tipo “ evitare il ritaglio o la rilucidatura”;

pirandellianamente così è, se vi pare.

Questo comunque è quanto han deciso di comune accordo ( ed è già una bella cosa ) l’American Gem Trade Association’s Gemological Testing Centre, il Gemological Institute of America’s Gem Trade Laboratory, il Gübelin Gem Lab e l’SSEF Swiss Gemological Institute.

 

Dimenticavo : la direttiva di cui sopra bandisce pure l’uso del termine “padparadscha”, per pietre di tal fatta.

 

LC    JCK 05/2002.

 

 

 

 

 

 

Tormalina Paraíba fino alla nausea

 

 

 

Già che ci siamo , pigliatevi anche  ste’ chicche :

 

 

 

LC   JCK 06/02

 

 

Strozzamenti malgasci

 

 

Chi aveva trovato nel  Madagascar il suo piccolo angolo di paradiso per tante belle pietre di colore, se ne sarà accorto di certo :

l’aspra contesa tra il re de’prodi Ratsiraka ed il divo Ravalomanana su chi dei due abbia vinto le elezioni presidenziali di quest’anno, finita in una mezza guerra civile, ha pure mandato in tilt gli approvvigionamenti da quella bella isolona in mezzo all’Oceano Indiano.

Che peccato !

 

LC  JCK 05/02

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noterelle sul Crisoprasio

 

 

 

 

LC  JCK 08/02

 

 

Altro opale sintetico giapponese

 

 

Se ne sentiva proprio la mancanza:

 

Più che altro un avvertimento per gli amanti dell’opale : se vi recate ad Hong Kong, sappiate almeno che c’è in giro il nuovo baby, ecco.

 

 

LC   JNA 11/02

 

 

 

PERLE

 

False “perle rosa” di Strombus ( Conch pearls)

 

Già chiamarle perle, per alcuni è troppo.Stiamo sempre parlando della concrezione prodotta dal gasteropode Strombus Gigas del Mar dei Caraibi, con composizione calcio-carbonatica mista a conchiolina simile a quella delle perle del genere Pinctada, ma con struttura colonnare e derivante tipica tessitura a fiamme di colore rosa, arancio, giallo porpora o bruno, n = 1,658, δ = 2,80-2,85.

 

Perle o non perle, comunque, mica si scherza coi prezzi : dalle centinaia alle decine di migliaia di dollari al pezzo, per queste concrezioni.

 

Sarà forse per questo che, come api sul miele, dall’Honduras arrivano ora le contraffazioni.

 

Individuarle? Facile : assieme ad una tessitura a fiamme, peculiare della “vera” “perla rosa”, riscontrerete pure la disposizione concentrica ad anello degli strati d’accrescimento della conchiglia dalla quale la falsa “perla rosa” è stata tratta, con una vera e propria operazione di taglio e lucidatura. Cosa, questa, ben diversa dalla “vera” “perla”, che, nella conchiglia,s’è accresciuta.

 

  

LC   JCK 05/02

 

 

 

Perle Akoya cinesi : fatti e misfatti

 

-         Un 5% della produzione ad oltre 150 dollari /filo all’ingrosso ( Top Quality )

-         Un 15%  della produzione compresa tra i 100 ed i 150 dollari /filo all’ingrosso

-         ( High Quality)

-         Un 45% della produzione situata tra i 30 ed i 99 dollari/filo ( Medium Quality )

-         Il restante 35% a meno di 30 dollari /filo ( Low Quality )

 

 

 

 

Perle Akoya cinesi : fatti misfatti

 

( continua dalla precedente )

 

 

 

LC  JNA 09/02

 

L’ ANGOLO  DEL  LETTORE

 

Il taglio “Amsterdam”, il gioielliere ed il consumatore : pro e contro.Invito al dibattito

 

Riceviamo, da Stefano Iommi di Corridonia  (Macerata), la nota seguente, datata 20 Novembre 2002., che invita ad un aperto dibattito:

“ Approfitto della vostra disponibilità per lanciare un sasso nello stagno, relativamente al tanto citato taglio “Amsterdam”, prendendo lo spunto da una  recente puntata della  trasmissione “ Mi manda Raitre”in cui s’è fatto ampio riferimento a questo termine, agli annessi ed ai connessi.

 

Annessi e connessi che mi toccano da vicino, visto che nei giorni seguenti alla messa in onda  della trasmissione ho avuto a che fare con diversi clienti che, avendone visto lo svolgimento, hanno tratto convinzioni non del tutto corrispondenti alla realtà.

 

Il tredici novembre scorso vennero chiamati a confrontarsi pubblicamente,via etere, il responsabile di una televendita piemontese ed alcuni suoi clienti a vario titolo imbufaliti, nonché –come terza parte – un collega, perito del tribunale e gemmologo noto sulla piazza di Roma.

 

Ebbene, nel corso del dibattito che ho avuto modo di seguire in diretta, ho rilevato, da parte del perito, dei riferimenti a pietre di “taglio Amsterdam” contrapposte a pietre con taglio di proporzioni “good”, e a prezzi per diamanti rosa contrapposti a quelli di diamanti “brown”, nonché di stime di € 55 contro prezzi di € 250 o 270.

 

Personalmente ritengo che l’atmosfera in cui si è svolta la disputa , sotto l’occhio vigile delle telecamere e con i minuti a disposizione aspramente contesi, non abbia reso pienamente onore all’argomento, lasciando ancora in sospeso temi fondamentali. Prova ne siano i quesiti che nei giorni ‘del poi’  mi son stati posti dai diversi clienti di cui sopra.

 

A mio parere si sarebbe dovuto precisare che :

 

 

 

 

La trasmissione mira a tutelare i consumatori ma in questo caso ha creato un po’ di confusione, che purtroppo già regna e danneggia gli onesti commercianti e il settore dei preziosi che interessa un’attività produttiva di non secondaria importanza nell’economia nazionale.

Attività che in realtà è regolata da norme precise ( UNI 9758) che stabiliscono criteri modalità e strumentazione da adottare nel classificare le gemme; norme che stabiliscono in  modo tassativo d’indicare nella classificazione : il tipo di minerale, la purezza, il colore, il tipo di taglio, le proporzioni di taglio, la finitura, il peso, la fluorescenza, in quanto ognuno di questi fattori – se escluso – può condizionare fortemente il risultato finale e quindi il prezzo.

 

Per spiegare le differenze del taglio a brillante , con i diversi valori ad angoli e disposizione delle faccette, ad un cliente che desiderava solo pietre di taglio “Amsterdam” ( come sentito in televisione), son dovuto partire dal 1919, allorché Tolkowsky, tenendo conto delle leggi dell’ottica, in maniera matematica stabilì i giusti parametri proporzionali per il taglio a brillante rotondo ottimale.

 

I maggiori istituti gemmologici riconoscono, nella classificazione delle proporzioni, una graduatoria ed ogni grado è definito da ben precisi riferimenti ; ed è in base a tale graduatoria che si possono riscontrare, nel valore, differenze anche del 20% ed oltre, a parità di altre condizioni.

 

Questo è quello che  mi risulta dagli studi compiuti in campo gemmologico, e questo è quello che , a mio avviso, ogni commerciante dovrebbe far presente allorché trascinato in discussioni su temi come quelli più sopra esposti.

 

A tal proposito , ho già esposto queste mie precisazioni alla trasmissione “Mi manda Raitre” in quanto è  mia convinzione che rientri nel mio interesse personale e- voglio sperare – anche in quello degli altri colleghi, chiarire e dissipare qualsiasi timore che i futuri acquirenti di preziosi potessero nutrire nei confronti del settore : al cliente dovrebbe esser data la certezza di non incappare nell’incauto acquisto.

 

Cordialmente,

 

Stefano Iommi

Gemmologo, Socio IGI Antwerp Club, Perito CCIAA Macerata n° 481, Perito al Tribunale di Macerta, Titolare del Laboratorio orafo e gemmologico e di taglio delle pietre preziose Il Forziere, via Matteotti 8, 62014 Corridonia ( Macerata)

  

 

 

 

 

 

 

 

MUSEI-MOSTRE

 

 

 

Riprendiamo pari pari , certi di far cosa gradita ai nostri lettori, un trafiletto apparso su “Il Giornale” del 30 Settembre scorso ed intitolato “ L’ ‘inferno’ di zolfo si riaccende: museo nella  miniera” a firma di Gianni Chianetta.