SFACCETTATURE N° 10
GENNAIO 2004
SOMMARIO:
UE : DE
BEERS POTRA’ APRIRE BOUTIQUES E VENDERE GIOIELLI
ALL’ ASTA UNO DEI PIÙ
RARI DIAMANTI
DIAMANTI SINTETICI
“GEMESIS” IN VENDITA
AL DETTAGLIO
DIAMANTI DA
ANIDRIDE CARBONICA ?
DENOMINAZIONE D’ ORIGINE
CONTROLLATA ANCHE PER I
DIAMANTI
SMERALDI TRATTATI COL METODO
EXCEL : EGO TE BAPTIZO...
SISTEMA TAILANDESE DI
CLASSIFICAZIONE DEL COLORE DELLE
GEMME
CAUSA DELLE
COLORAZIONI BLU E
VERDE NELL’ AMBRA DOMINICANA
AMETISTA BRASILIANO
CON INCLUSIONI DI
GOETHITE
CRISOBERILLO OCCHIO
DI GATTO : NOTE A
MARGINE
OPALE “CRYSTAL
FIRE” DAL MESSICO.
GRANATO DEMANTOIDE
RUSSO : RISCOPERTA DI VECCHI
GIACIMENTI
TOPAZIO “MYSTIC
FIRE” OVVERO “FUOCO MISTICO”
PERLE DEI
MARI DEL SUD : PRODUZIONE IN AUMENTO
FARFALLE DI
DIAMANTI OVVERO OCCHIALI - GIOIELLO
SANDALI “RUBINATI”, OVVERO LE SCARPE PIÙ
COSTOSE AL MONDO
NO ALLE ESAGERATE REAZIONI,
NO ALLE SOTTOVALUTAZIONI
Realizzazioni nella
produzione del diamante sintetico e divulgazione dei risultati :
GRANATO PIROPO
ROSA , PURO, DELLE ALPI OCCIDENTALI
IDENTIFICAZIONE DEI
DIAMANTI INCOLORI O
QUASI , TRATTATI COL METODO HPHT : DE LAMENTATIONES....
a cura di Luigi Costantini
Non è né uno scioglilingua né un errore d’ortografia. Si tratta del primo giacimento di diamanti rossi - i rarissimi e preziosissimi diamanti rossi - mai rinvenuto al di fuori dell’Australia : 400 belle pietrozze - tutte caratterizzate da una scintillante colorazione rossa - apparse agli occhi stupefatti d’un gruppo di geologi in missione scientifica in quel di Lipietsk, nella Russia centrale europea, a metà strada tra Mosca e Voronezh. Non han neanche dovuto scavare troppo in profondità, i geologi, ci dice l’agenzia Iter-Tass, nella sua nota informativa. Se confermata, la notizia non ci può far che piacere, e per tre ordini di motivi :
* Il primo ha che fare con istinti di bassa lega, e, nella fattispecie, puro sciovinismo eurocentrico abbinato ad arcaico fondamentalismo religioso : era mai possibile che il Buon Dio avesse commesso una così esecranda ingiustizia nel favorire solo quel remoto continente agli antipodi
– l’Australia - , senza posare l’occhio anche sulla sua beneamata (ancorché ex-guerrafondaia) Europa ? Insomma, è una questione di rivincita.
Ah, il piacere sottile d’infrangere le sacre icone e di presagire che forse i diamanti rossi non
saranno più appannaggio solo di qualche sceicco del petrolio! (terzo motivo).
LC IG 10/02
Presa in occasione d’una mostra molto, molto particolare. Quella denominata “Lo splendore dei diamanti”, organizzata nei mesi scorsi dal preclaro Smithsonian Institution di Washington. Erano presenti, per la circostanza, l’ormai mitico Hope Blue Diamond di 45,52 ct, taglio a cuscino, lo Smithsonian Blue Heart, 30,62 ct, taglio a cuore, appunto, e lo Steinmetz Blue, 27,64 ct, altro taglio a cuore. I primi due di proprietà dello Smithsonian, il terzo in prestito. Tutti e tre estremamente grandi, estremamente rari, estremamente pregiati per il loro colore blu fancy deep. I tre fratellini, quasi a braccetto, han dato proprio spettacolo, è il caso di dirlo. Vi interesserebbe puranche sapere, putacaso, che :
Ecco fatto.
LC JSK 12/03
Lupus in fabula....Si parlava di diamanti rossi e di Australia, et voilà una notiziola di tutto rispetto :
quarantotto diamanti rosa, dai 0,49 ai 2,07 carati, tutti rigorosamente provenienti da laggiù dall’altra parte, han fatto bella mostra di sé in un hotel di Manhattan (Grande Mela) nel corso dell’annuale asta / esposizione denominata “Argyle Pink Diamond Tender”.In realtà l’esposizione ha interessato anche altre sei città, oltre a New York: Hong Kong, Perth, Tokyo, Londra, Anversa e Ginevra.
L’asta è a puntata segreta, ed ognuno dei 200 partecipanti è stato convocato su invito personale.Le puntate possono riguardare singoli pezzi, combinazioni di pezzi o anche tutto il lotto.Le 48 pietre rappresentano il meglio della produzione della miniera di Argyle per l’anno precedente, e si collocano tutte,come colore, nella gamma dei Fancy Intense, Fancy Deep, Fancy Vivid Pink. Da notarsi, nel lotto :
LC JCK 12/03
Riportiamo, ritenendola d’interesse per la categoria, un lancio della pagina economica d’un quotidiano di qualche mese fa :
“ Via libera della Commissione europea al nuovo sistema di distribuzione dei diamanti adottato dal colosso sudafricano De Beers, numero uno del settore a livello mondiale. Il sì di Bruxelles, giunto dopo un’inchiesta approfondita, consente a De Beers di continuare la sua nuova strategia commerciale, che consiste nell’aprire delle boutiques sotto suo proprio nome e vendere i suoi diamanti sotto forma di gioielli a forte valore aggiunto. De Beers rimane il maggior fornitore di diamanti non tagliati, con il 44 per cento del totale.”
LC IG 01/03
Ha un prezzo ( stimato a 10 milioni di dollari ), ma non un nome. Chi avrà sganciato i diecimilionidiverdoni potrà anche affibbiargli il proprio, di nome, volendo. Pesa 103,83 carati; esibisce un taglio a cuscino costato ben 18 mesi di lavoro all’esecutore dell’opera; proviene dalla sudafricana Premier Diamond Mine ( quella del famoso Cullinan, per intenderci.Visto quant’è bravo e fertile questo camino diamantifero ? ); vanta, tra i soli quattro diamanti di colore D, purezza IF e caratura oltre i 100 carati, mai messi all’asta, le maggiori dimensioni. Un bel pedigree, non c’è che dire, per quello che vien già definito come uno dei più rari ( per purezza colore e dimensioni ) diamanti al mondo. Esposto al pubblico lo scorso agosto, a Londra, è andato all’asta a Ginevra in settembre. Il battitore, la Sotheby’s. Del compratore, sinora, non si sa più di tanto.
LC JCK 08/03
E rieccoci.Intanto si comincia dall’Arizona e dalla Florida, per vedere come va, e poi ci si ritrova impestati dappertutto. Stavolta è la Gemesis Corp. di Sarasota, Florida, a tentare il colpo, coi suoi diamanti sintetici che vanno dal giallo intense al giallo fancy vivid. Capito dove si va a parare? Mica un giallo qualsiasi. No no, un giallo intense ed uno fancy vivid. Colori fantasia, insomma. Ci si accontenta così? Manco per sogno. Dice, il vicepresidente della Gemesis : “andremo anche per l’incolore e per tutti quei colori che il mercato richiederà”. Tante grazie, amici. Certo che con le vostre 23 unità produttive, ciascuna del peso di 1.800 Kg e del costo di 50.000 dollari, qualcosa dovete pur fare. Intanto fate, con ciascuna unità, circa 3 carati di pietre grezze al mese.Non dico che sarà una valanga, a breve, ma si sa che le valanghe cominciano anche con una semplice palla di neve, e quindi occhio alla pignatta....
LC JCK 11/03
Pare che ai diamanti sintetici “Gemesis” di cui sopra venga appiccicata l’etichetta – in fase di commercializzazione – di diamanti “coltivati”. Grande è il clangore che si sta levando, sotto i cieli della gemmologia. Il termine coltivato ben s’attaglia alle perle,la cui formazione è ascrivibile ai processi di tipo organico, e niente ha a che fare con un processo di tipo inorganico e per di più condotto in laboratorio, proclama una schiera. Organico o non organico, l’importante è che al pubblico risulti chiaro che non si tratta d’un prodotto naturale, lasciamo decidere al mercato l’accettabilità o meno del termine, replica l’altra torma. Voi che ne dite? Si fa un piccolo referendum? Tra parentesi : occhio, le schermaglie semantiche celano olezzo di pecunia; dietro a tutto questo v’è l’enorme business del futuro massiccio impiego del diamante sintetico in gioielleria, mi par di subodorare!
LC JCK 12/03
Pare che un gruppo di scienziati cinesi sia riuscito a produrre diamantini-ini-ini di un millimetro di diametro, incolori e trasparenti , impiegando come nutriente nientepopodimenoche anidride carbonica. Il metodo di produzione dovrebbe essere assai più economico di qualsiasi altro correntemente in uso.
Che bello, così risolviamo – in bellezza - anche il problema delle emissioni di CO2 !
LC JCK 10/03
Riferiscono, alcuni scienziati dell’Università di Ghent, in Belgio, che è loro riuscito di stabilire, da una campionatura di diamanti provenienti da una miniera canadese (Panda Mine ), una miniera russa ( Udachnaya ) , una sudafricana ( Premier ) ed un’altra del Botswana ( Orapa ), l’ “impronta digitale” d’un diamante, tipica e caratteristica della sua origine geografica. Prelevando dall’interno della pietra, col raggio laser, del materiale, analizzandone gli elementi in traccia e riconducendo il tutto a determinati modelli caratteristici d’ogni giacitura, i nostri son riusciti – dicono – a dar soluzione al problema.Gli elementi in traccia considerati son nove in tutto : alluminio, mercurio, sodio, nichel, piombo, antimonio, stagno, titanio e zinco. Dal loro modo di disporsi nel reticolo cristallino del diamante ospitante, a seconda della provenienza di quest’ultimo, deriva una peculiare “mappa” o “impronta digitale”. Di lì la possibilità di risalire al giacimento. Per la precisione, la tecnica usata va sotto il simpatico acronimo di “LA-ICP-MS”, contrazione di Laser Ablation-Inductively Coupled Plasma Mass Spectroscopy, la cui traduzione è meglio lasciar perdere.Rimangono due grossi punti di domanda, però :
Attendiamo con fiducia definitive risposte, anche perché, nella maggior parte dei Paesi tacciati di “insanguinamento”, i diamanti son per l’appunto del tipo alluvionale.
LC JCK 10/03 – JNA 09/03
Ovvero Chemical Vapour Deposition, ovverosia ottenuti per deposizione chimica di vapore.Vapore di che? Vapore di carbonio, ovviamente. Il carbonio, invece d’esser compresso, per diventare diamante, viene liberato sotto forma di vapore, per divenire diamante puro. A temperature moderate, il carbonio vien fatto passare allo stato aeriforme, e la nube di atomi di carbonio purissimo va ad alimentare, in una camera sotto vuoto, la crescita d’un cristallo iniziatasi da un cristallo seme di diamante naturale. Il metodo, annunciato ufficialmente nel 1998 dalla Apollo Diamond Inc. di Boston, USA, ha sinora sì consentito la produzione di cristalli oltre i 0,5mm di spessore, ma troppo sottili per assicurare un utile impiego a fini di taglio, e quindi adatti più che altro per utilizzi in campo industriale.
Non è più così, ci dicono. V’è stato un salto di qualità nella tecnologia CVD,ed il risultato si concretizza in bei cristalli d’oltre 2mm di spessore, atti al taglio, d’ottima qualità e purezza, possedenti caratteristiche simili alle rare controparti naturali del tipo IIa. Se ciò non bastasse, un trattamento HPHT li potrebbe portare in vetta, in quanto a colore : quasi incolori.
Il loro riconoscimento : con la normale attrezzatura gemmologica , un problema serio.
Consolazione : il grezzo verrà venduto per quel che è, dicono all’Apollo, e le pietre tagliate verranno tutte incise al laser ed accompagnate da certificato che ne attesta l’origine.
Grazie, fratelli.
LC JNA 09/03
Son stati esaminati quattro diamanti sintetici grezzi CVD, compresi tra i 0,34ct e gli 0,87ct, e quattro tagliati, tra i 0,14ct ed i 0,31ct. Come purezza, ci si situa tra VS1 e SI2, e come colore, tra il bruno chiaro ed il bruno scuro. E ciò contrasta alquanto con quel che è riportato da altre parti ( vedi sopra ). Per ciò che riguarda invece l’identificazione dei diamanti ottenuti col metodo CVD, a differenza di quanto affermato in altre sedi, qui si asserisce tranquillamente che è cosa abbastanza semplice, in quanto :
Per lo meno ora si sa che il problema è risolvibile. Non è risolvibile, il problema, per il povero gioielliere, a meno che non si doti del “De Beers DiamondView”.
LC JCK 08/03
Messi in cantiere con un processo chimico di riduzione del carbonato di magnesio, composto usato nella produzione di vetri ed inchiostri, e del sodio metallico. Frutto del lavoro di equipe d’un gruppo di scienziati dell’Università della Scienza e della Tecnologia di Hefei, provincia di Anhui, il metodo consente d’ottenere prevalentemente diamanti policristallini – non adatti al taglio - ed in minor misura diamanti in cristalli singoli da 0,51mm, di purezza e colore da far pietà ai sassi. Tirando le somme : per il momento si può star tranquilli.
LC JNA 12/03
a cura di Luigi Costantini e Francesco Natale
Tanto pesa la più gran ametista mai trovata ed estratta in Uruguay in 130 e rotti anni, da che primamente questa bella varietà del quarzo fece la propria apparizione al di qua del Rio Cuareim, alla frontiera settentrionale del Paese.
Di là del fiume, il Brasile. Di qua , Artigas, città di 30.000 anime con strade intitolate a Giuseppe Garibaldi e Dante Alighieri, con un centro di cultura italiana vergognosamente negletto dal Bel Paese, e con un signore – di chiare seppur lontane origini italiane, col cognome che si ritrova : Ariel Riani – che ad Artigas e in Uruguay fa tutt’uno con ametista.
Ecco, è proprio nella cantera del Señor Riani, in località La Soberana nella zona del Catarán, nei dintorni di Artigas, che s’è rinvenuta ‘sta pietrona di primissima qualità, del valore di centinaia di migliaia di dollari. Venti giorni di lavoro, ci son voluti, per estrarla senza far uso d’esplosivo.
Son proprio contento per Riani. Ancor di più lo sono per Artigas e l’Uruguay. Di più ancora lo sarei se la Cooperativa Lapidadores de Uruguay ‘Colau’ fosse viva vegeta ed operante come nel mio cuore e di cuore auspicai e sperai.Eh sì, perché l’ametista dell’Uruguay, Artigas, la Cooperativa Colau, el Señor Riani ed il Rio Cuareim son tessere del mosaico della mia vita, come lo son state d’un caro amico che sul far della prima mezza luna di dicembre ci ha lasciati, nevvero, Ottaviano Violati Tescari?
LC EP 01/03
Se la vostra mente è immediatamente corsa all’elenco di tutti i possibili trattamenti e, con estrema vostra apprensione, non vi ha trovato alcunché, rilassatevi pure : EPZ sta per Export Processing Zone, ovvero zona per la lavorazione e l’esportazione della tanzanite. Area, cioè, destinata dal Governo tanzaniano alla lavorazione di tutta la tanzanite prodotta dalla miniera di Merelani, che, dal canto suo, sarà proclamata per decreto area controllata. In altre parole, fine dell’esportazione di materiale grezzo. Il perché risulta chiaro anche ai sassi: per incrementare il gettito fiscale derivante dal maggior valore aggiunto. Le taglierie indiane e tailandesi sembra non abbian fatto salti di gioia, all’annuncio. Qualcuno di voi già s’era attrezzato per l’importazione ed il taglio della bella pietra blu ( blu dopo adeguato trattamento termico ) dell’Africa Orientale? Si riconverta velocemente.
LC JCK 11/03
Come la prendereste voi, la notizia, se non come un battesimo ufficiale? Ecco i fatti :
ad una recente asta della Christie’s è stato venduto, per la non indifferente somma di 410.000 dollari, un paio di orecchini con sei smeraldi colombiani di taglio a brillante rotondo, totale carati 63,96. Accompagnava il tutto tanto di certificato d’un primario laboratorio gemmologico americano. Nel certificato veniva espressamente dichiarato che le sei pietre eran state assoggettate a trattamento del tipo ExCel. Il trattamento ExCel prevede l’impiego di polimeri organici. ExCel rilasciava garanzia a vita, circa la stabilità del trattamento. Christie’s ha venduto. Chi ha comprato, ha comprato. Arthur Groom, inventore del trattamento, e Fernando Garzon del Clarity Enhancement Laboratory ( CEL) di New York, socio in affari del Groom, godono che non ti dico. Per forza : tutto questo odora fortemente di battesimo consacratore ufficiale, dico io, e scusatemi se è poco...
LC JCK 12/03
Frequentate spesso, per affari, Bangkok e dintorni? Avete a che fare con le pietre? Bene, la prossima volta che vi troverete lì, tra una dimostrazione di massaggio e l’altra ( in una scuola di massaggio, ehm ehm, mi raccomando), chiedete pure di questo Gem Color Guide System messo a punto dal Thailand Gem Institute. Potrebbe rivelarsi cosa assai intrigante. Le pietre oggetto della trattazione includono zaffiro, topazio,ametista, tanzanite, granato e zaffiro rosa.
Pss, psst : ce ne potreste far avere una copia? Grazie!
LC JCK 01/03
Se il titolo dovesse stuzzicare i vostri appetiti gemmologici, leggete qua. In un bell’articolo nel periodico “Lapidary Journal”, il Dr. Derek Levin ci mette al corrente del fatto :
LC LJ 11/03
Per gli appassionati del microscopio : se vi dovesse capitare un’ametista con inclusioni in cui i singoli cristalli si son disposti a raggiera assumendo una forma descritta come “a fiordaliso”, “a ventaglio”, “a spazzola”, con tanti di questi “ventagli” disseminati a gruppi, non spaventatevi. Si tratta di cristalli di goethite, e l’ametista proviene dal Brasile, stato del Rio Grande do Sul ( mi chiedo se per caso anche nel viciniore giacimento di Artigas, nel prospiciente Uruguay, al di là del Rio Cuareim.....).
LC LJ 09/03
A beneficio di chi coltivi un interesse per questa pietra :
- Pietre di buona qualità dai 5 ai 10 carati : dai 2.200 ai 3.000 dollari al carato;
- Pietre di qualità extra dai 5 ai 10 carati : fino ai 5.000 dollari al carato;
- Pietre oltre i 10 carati : prezzi negoziabili;
- Requisiti : la banda luminosa dev’essere vivida, diritta, ininterrotta e perfettamente centrata sulla sommità della calotta del cabochon; l’effetto “latte e miele” dev’essere ben definito.
Nessun trattamento è stato riscontrato sinora, fatta salva un’esposizione a forte radiazione rilevata nei primi anni ‘90 in materiale marrone scuro. Accertarne eventualmente la residuale presenza.
LC JCK 07/03
Almeno per noi, in Europa. Vero è, comunque, che dal 1907 – anno in cui certi L.B. Hawkings e Jimmy Couch, cercatori di petrolio, inviarono dei campioni di questa pietra blu al mineràlogo Dr.George Louderback della Berkley University per un accertamento d’identità – ed il 1997 – anno in cui venne effettuata la stima – solamente 5000 son stati i carati di benitoite sfaccettata prodotti dalla mezza dozzina di depositi dislocati sui pendii della catena montuosa del Diablo Mountain Range, distretto di New Idria, San Benito County, California.
Se poi qualcun altro asserisse che di benitoite sfaccettata ce n’è di più, in giro, al massimo s’arriva ai 10.000 carati in tutto. Non enormi quantità, in 96 anni!
Rinvenuta in cristalli blu bi-piramidali in associazione con natrolite bianca da cui viene separata dissolvendo quest’ultima in acido, la benitoite può far bella mostra di sé - in pezzi di gioielleria – rivaleggiando in bellezza con lo zaffiro di Ceylon. Che sia il titanio, costituente essenziale del chimismo della pietra – silicato di bario e titanio – , l’agente cromoforo causa del colore, bene non si sa. L’argomento è tuttora tema d’acceso dibattito. Il blu, blu-violetto, comunque, è il colore più apprezzato di questa gemma, che si può pure presentare da incolore a rosa ( alquanto raro ), in pezzature di limitate dimensioni.La pietra più grande mai tagliata ( nel 2001 ) , dava, sulla bilancia, 3,55 carati. I prezzi, mica male : per i mezzi carati, da 500 a 750 dollari/ct, per pezzi tra 1,00 e 2,00 carati di qualità extra, dai 1500 ai 3000 dollari/ct.
Presenza di trattamenti ? Sinora, grazie a Dio, no. Precauzioni particolari da adottarsi? Qualcuna: con una durezza di 6,0-6,5,la nostra benitoite teme l’abrasione a contatto con materiali più duri.Alla fiamma, tende ad essere termo-sensibile, quindi aver l’avvertenza d’ adottare le dovute cautele.
Un’ultima curiosità : ma perché mai ne dovremmo parlare, se la pietra risulta di così limitate quantità e diffusione geografica? Ma benedetti del Signor, almeno per sapere che c’è al mondo; e se poi ve ne dovesse capitare una, magari montata da qualche parte? Questo pianeta sta talmente diventando piccolo....
LC JCK 08 / 03
Normalmente, quando si parla di opali messicani, s’intendono tutti i tipi di opale di fuoco, con o senza giochi di colore. E per opali di fuoco s’intendono quei campioni da trasparenti a semi-trasparenti, con colore di base giallo, rosso, arancione o marrone, con o senza giochi di colore.
Normalmente, vengono designati come opali cristallini quegli opali incolori, da trasparenti a semitrasparenti, che presentano giochi di colore.
Bene, amici. Ora annoverate pure, tra le vostre conoscenze, l’opale di fuoco cristallino messicano : è incolore, trasparente, con giochi di colore evidenti ad illuminazione verticale. Va a 100 dollari /carato.
En passant, se i giochi di colore di questo materiale risultassero visibili solo con illuminazione dal retro della pietra, l’opale meriterebbe l’appellativo di “contra-luz”, termine che non abbisogna di traduzione. Se l’opale cristallino di cui sopra evidenziasse una sfumatura sul bluette,lo si includerebbe alla voce “opale d’acqua” od “opale jelly”.
LC JCK 09/03
Sintetico. Stessa composizione chimica e stesse proprietà fisiche ed ottiche dell’opale naturale, salvo per l’acqua, che non c’è. Così è risolto anche il problema della disidratazione e del conseguente fratturarsi della pietra, ci rassicurano.Colori : blu e verde predominanti, con altre tonalità che richiamano l’ immagine dell’aurora boreale, e di qui il nome. Ottima trasparenza. Messo a punto nei laboratori della giapponese Kyocera, il materiale presenta una maggior durezza dell’opale sintetico Kyocera tradizionale, e ciò dovuto all’assenza di polimeri che invece impregnano di brutto quest’ultimo. Il “Created Polar” vien tagliato ( e susseguentemente commercializzato ) dalla Sunning di Hong Kong nella propria taglieria in Cina, al ritmo di 800 carati al mese.
LC JNA 10/03
È successo a circa 10 Km dalla città di Kladovka, distretto di Sissertsk, Urali meridionali, a due ore di macchina dalla mitica Ekaterinburg, verso sud. Rovistando fra i ruderi delle storiche vecchie miniere del tempo degli zar, un gruppo di cercatori riporta alla luce uno scavo di 500 metri per 200 e profondo 12, interessato dalla presenza d’una roccia serpentinosa incassante una vena della potenza variante tra i pochi centimetri ed il mezzo metro; e, disseminati nella vena, sbucan fuori questi bei granati demantoide,d’un verde che va dal brillante al giallastro o marroncino. Solamente il 10% circa del materiale estratto è di qualità da taglio, rare son le pietre sfaccettate capaci di raggiungere i 3 carati; la maggior parte s’attesta sul carato, benché ogni tanto salti fuori anche un bel campione, ad esempio, da 6,71 ct ( l’unico, sinora ). La produzione è limitata, consistendo la forza lavoro di sei minatori, ed il periodo utile per l’estrazione di quattro o sei mesi, tempo permettendo. Di fondamentale importanza : a differenza del demantoide della miniera di Karkodino ( anche questa negli Urali ) che , per la maggior parte, viene assoggettato a trattamento termico per levare quella brutta componente di marrone, il demantoide di Kladovka è d’una verginità da vestali.
LC JNA 10/03
Mica sulle piste di sci dolomitiche. Nei prezzi. Di un buon 66%, rispetto al 1997, per le qualità basse, medio-basse e medie plus. Esempio: laddove in quell’anno acquistavasi un carato di qualità media-plus per $ 3.575/ct, oggi, per la stessa merce, bastano $ 1.200/ct .Un terzo in meno.
Vorreste sapere il perché, non è così? Presto detto :
Morale : la forbice dei prezzi tra il trattato e quel poco di non trattato ch’è rimasto, s’allarga sempre più. Mostruosamente.
LC JCK 09/03
Non se ne può più. Vi sovvien la Tavalite, ovvero il topazio incolore rivestito? ( → Sfaccettature n° 01, Ottobre 1998 ). In cui il rivestimento conferiva un’inusuale – ed inconfondibile - iridescenza alla pietra? In cui, magari, al posto del topazio, ci si ficcava pure della zirconia cubica o del quarzo cristallo di rocca? Prodotta dalla Deposition Sciences Inc. di Santa Rosa, California e distribuita dalla Tavalite Enterprises di Sonoma?
Beh, se proprio ci tenete, ce n’è un altro di robo del genere : il topazio “Mystic Fire”, che è pure rivestito con un prodotto che non ci vogliono dire che è, ed il prodotto che non si sa che è vien deposto vaporizzato sulle faccette della pietra già tagliata ma solo o sul padiglione o sulla corona mai su ambedue, ed i colori in cui il robo si presenta possono variare dai colori dell’alessandrite a quelli del rubino birmano del diamante giallo canarino dello zaffiro di Ceylon dello zaffiro padparadscha dello zaffiro rosa della rubellite dell’andalusite del peridoto dell’opale, e chi li produce non è la Deposition ma la Azotic Coating Technology di Rochester Minnesota, ed ogni mese buttan fuori mezzo milione di carati di quel robo, e quei robi bisogna anche trattarli con cura come le perle e gli smeraldi, ci dicono, e non se ne può più, più, più, maledizione a loro e gloria a James Joyce.
LC JCK 10/03
Perlomeno sulle piazze asiatiche, dove l’offerta all’ingrosso parla di $ 80-200/Kg per materiale di colore blu chiaro / blu grigiastro. La domanda è per normali fili da 40cm, con elementi dai 6 ai 20 mm, rotondi, a cilindretto, sfaccettati, irregolari.
Qualcuno, alla prossima sortita in Estremo Oriente, se ne vuol trascinare un po’ a casa, tanto per vedere l’effetto che fa?
LC JNA 08/03
Finalmente una nuova gemma naturale! D’un bel blu intenso ad elevata saturazione, rassomiglia più ad uno zaffiro che ad un’acquamarina, pur essendo un berillo. Il fortunato papà : lo Yukon, in Canada. Zanna Bianca , dai pascoli di Manitù, guairà senz’altro di gioia.
LC JNA 12/03
a cura di Luigi Costantini
Sul fronte delle perle, poca roba stavolta, gente!
Dai 1.300 kan del 2002, ai 1.630 kan del 2003. Incrementi dovuti ad Australia, Indonesia e Filippine.
a cura di Luigi Costantini
Papale papale da un quotidiano del 14 settembre scorso :
“ ...Si possono lavare e stirare. Sono cangianti come la seta, morbidi come il velluto,corposi come il raso.Possono servire anche per proteggere la gola dal freddo, il collo dalla cervicale e i polsi dalle infiammazioni del tunnel carpale, ma sono gioielli, oggetti che costano dai 500 euro in su.
La gioielleria sta diventando prét-à porter ?”
Parrebbe proprio di sì, se guardiamo un po’ più da vicino la collezione proposta :
“ ... anelli lavorati all’uncinetto, sciarpe in oro tramato grazie a una speciale tecnologia del tessile e incredibili monili ( soprattutto bracciali ) in un nuovo materiale chiamato ‘Orgento’ ottenuto mescolando fili d’argento colorati in bianco, nero o marrone a dettagli in oro rigido e, magari, perline luminose. In pratica i gioielli diventano plasmabili, duttili e trasformabili: annodi la collana come una sciarpa, il bracciale come un fazzoletto, mentre la rosa applicata al collier diventa un anello con cui giocare.”
L’ho proprio volutamente riportato per intero, questo pezzo, affinché non ne venisse sminuito l’impatto. Una goduria, un’autentica goduria, gente! Ma vi rendete conto? Se di risposte così, al pericolo cinese della scopiazzatura a prezzi stracciati ( possibile per i ben noti motivi ), ce ne fossero a migliaia :
il “made in Italy” sarebbe salvo; decine di migliaia di posti di lavoro – nei prossimi anni – sarebbero salvi ; il sistema Paese avrebbe un futuro con meno ombre; i cinesi avrebbero un bel da fare a tenerci dietro e noi potremmo anche permetterci d’indirizzar loro un bel gesto dell’ombrello, con tutto il rispetto, ben s’intende.
Altro che stravaganze, una bella medaglia ci vorrebbe, per imprenditori così!
LC IG 09/03
Qualcuno se la ricorda, all’inizio della scorsa estate, la pubblicità apparsa a tutta pagina su alcuni quotidiani italiani ? Grandi occhiali a farfalla ( ovvero a mascherina ) con montatura arcuata tutta tempestata di diamanti, lievemente posati su leziosi nasini alla francese a loro volta incastonati ( i nasini alla francese ) in due conturbanti volti i cui primi piani evidenziavano labbra turgide, sguardo seducente, froge dilatate e frementi. Dimenticavo : 24 sono i diamanti che incorniciano gli occhi assassini delle due veneri, per un totale di 0,28 carati, 12 i colori delle lenti e Milano, Parigi, Londra, New York, Tokyo, Hong Kong, Ginevra e Madrid i luoghi a cui è riservato il primo privilegio d’accedere a questo fasto della moda.
Interessante. Da qualche altra parte, si descrivono anche : occhiali laminati d’oro oppure in oro e titanio,occhiali tempestati di pietre dure o preziosi cristalli colorati, occhiali con lenti antiproiettile e con microchips inseriti nelle stanghette. Molto interessante. Complimenti all’inventiva della nostra imprenditoria occhialiera. Ma, a quando la fusione tra il comparto dell’occhiale e quello della gioielleria-oreficeria, o almeno la conversione parziale del settore orafo all’ ottica ? Insomma, qualcuno dei nostri vuol mettersi sì o no a produrre occhiali d’oro ( bianco, giallo, rosso, a 9,14, 18 carati, non importa ) e platino ? Sarebbe solo una questione di par condicio, mi pare.
LC IG 05/03
Li ha messi in vendita, la scorsa primavera, il grande magazzino Harrod’s di Londra. Tacchi a spillo, allacciature di platino sulle quali son stati montati 642 rubini per un totale di 120 carati. Creazione dello stilista americano Stuart Weitman. Costo : 1,5 milioni di euro.
Attendonsi interventi da parte dell’industria manifatturiera italiana per battere la concorrenza estremo-orientale.
LC IG 05/03
Questa è bella proprio. Siamo in Olanda, ad Apeldoorn, a ridosso del Natale.Per celebrare il 10°anniversario d’apertura,il gioielliere Johan de Boer invia a 4000 suoi clienti, in busta chiusa, l’equivalente di 48.000 euro in diamantini e zirconie cubiche, con l’invito a presentarsi al di lui negozio onde verificare la natura delle pietre pervenute. Chi avesse potuto vantare, tra il ricevuto, un diamante, se lo sarebbe poi potuto tenere. Solo 35 clienti si fan vedere. Johan fa un giro di telefonate, accertandosi del fatto che la maggior parte della gente l’ha buttata proprio, la busta, senza neanche aprirla. Si sparge la voce. Tremilanovecentosessantacinque abitanti di Apeldoorn, Olanda, passano la vigilia di Natale a rovistare freneticamente tra la spazzatura privata e municipale. Queste son le cose che mi fanno impazzire, mi par di vederli...
LC JCK 12/03
‘Sto internet , oltre che net(to) può anche essere sporc(o). Sentite qua, riportato tale e quale:
“Ogni secondo nella vita di una stella come Jennifer Lopez è prezioso, anche quelli passati alla toilette. Sarà per questo che il fidanzato Ben Affleck ha pensato di intarsiare di pietre preziose il suo water? A Hollywood gira voce che sia proprio questo l’ultimo regalo con cui l’attore ha omaggiato la compagna : un sanitario dalla tavoletta costellata di diamanti, per incoronare il re dei sederi!
L’ennesimo sperpero di Ben Affleck per dire “ti amo” a Jennifer ha dell’incredibile, ma almeno fa sorridere.Una banale tavola in plastica era troppo umile per la regina del pop.Un più sofisticato coperchio in ceramica troppo banale. Così Affleck avrebbe pensato di intarsiare il water della Lopez di rubini,zaffiri, perle e qualche diamante, adeguatamente rivestiti in modo da non causare frizioni al delicato popò della diva. La notizia è stata smentita dai portavoce degli attori, ma se è vero che una diva non ha mai cadute di stile, neppure nei momenti meno nobili della sua giornata, allora a Hollywood fanno bene a dubitare..e spiare la cantante dal buco della serratura!”
LC
Riceviamo, dal Direttore del Laboratorio e del Dipartimento di Ricerca dell’I.G.I. di Anversa, Dr.Zwi Herman Brauner, alcune considerazioni su problematiche correnti che tanto travagliano il mondo del diamante. Riteniamo che, dall’alto di quotidiane e molteplici esperienze in questo senso, giudizi così espressi possano costituire motivo di conforto.In poche parole, innanzi al turbinare continuo di notizie, una voce che inviti alla calma ragionata non può che far piacere. Qui di seguito la traduzione, a cura di LC, della nota informativa del Dr. Brauner:
Abbiam notato - da alcuni mesi a questa parte - aggirarsi un certo panico, all’annuncio che è stato messo in produzione ( produzione di massa? ) un nuovo tipo di diamante sintetico di qualità gemmifera, da alcuni ritenuto inrintracciabile.
L’”Apollo Diamonds”, la nuova venuta sulla scena del sintetico, intenderebbe presentare i propri diamanti con l’appellativo di “diamanti coltivati”.Il termine “coltivato”più specificatamente vien impiegato in riferimento a sostanze di origine organica ( come le perle ), mentre il termine “sintetico” più propriamente è relato a materiali d’origine inorganica.
Già negli anni ’50 del secolo scorso il sintetico cominciò a destare preoccupazioni, allorché la General Electric immise sul mercato dei diamanti sintetici, intesi come abrasivi ad uso industriale.Da allora ad oggi si misurano in tonnellate annue i diamanti sintetici ad uso industriale prodotti dalla General Electric, dalla De Beers, dai cinesi e da altri ancora.
La giapponese Sumitomo, ad esempio, produce diamanti sintetici di forma speciale - adatti per essere utilizzati come stampi o filiere – o di forme molto particolari – tali da poter trovare impiego in chirurgia od altre applicazioni specialistiche, senza che ciò vada ad interferire od intersecarsi con il mondo dei diamanti naturali da gioielleria.
Risale agli anni ottanta un articolo pubblicato da un periodico tedesco, in cui s’affermava che i Russi stavano vendendo diamanti sintetici incolori facendoli passare per naturali. Notizia falsa, ovviamente, ma intanto si generò un’ondata di panico da non poco.La rivista venne poi citata in giudizio per danni; l’ambiente scientifico provò senza ombra di dubbio che quei diamanti erano del tipo IaAB e che nessuno sarebbe stato allora, e neanche oggi sarebbe, in grado di produrre artificialmente questo tipo di diamante e che pertanto l’asserzione era destituita d’ogni fondamento; eppure ce ne volle di tempo affinché svanisse l’effetto di quegli schizzi di fango.
L’ignoranza, intesa come non conoscenza, è, del panico, il miglior nutriente: vediamo pertanto se non ci riesca di chiarire un po’ la faccenda.
Allora :
- I diamanti appartenenti al Gruppo I , caratterizzati dalla presenza di azoto, si possono a loro volta suddividere in quattro sottocategorie o tipi: IaAB, IaA, IaB, Ib.
- I diamanti del Gruppo II presentano due sottocategorie o tipi, segnatamente la IIa caratterizzata dal fatto d’esser costituita di carbonio puro, e la IIb,in cui si riscontra l’elemento boro nel reticolo cristallino.
Alcune osservazioni, ora :
- I diamanti sintetici russi Bars per la maggior parte appartengono al gruppo Ib, e la loro identificazione risulta facilitata grazie al particolare tipo di fluorescenza ed alla peculiare configurazione delle tipiche inclusioni da essi esibite
- I diamanti sintetici Gemesis son principalmente del tipo Ib, raramente fluorescenti, spesso con tipiche inclusioni metalliche
- I diamanti sintetici Apollo, incolori o quasi incolori, sono ascrivibili al tipo IIa
Tutti i laboratori dell’IGI in giro per il mondo han puntato la loro attenzione sui diamanti naturali del tipo IIa, dal momento che son questi i più probabili potenziali candidati al trattamento per il colore ( meglio sarebbe dire per l’incolore ) HPHT.
Allorché un diamante del tipo IIa viene identificato come tale facendo ricorso al DTC DiamondSure-2, in combinata con la Spettrometria all’Infrarosso, la pietra deve seguire tutta una trafila di esaustive verifiche.
Tali esaustive verifiche possono dar luogo a tre responsi :
oppure
oppure
I diamanti sintetici Apollo, inoltre, potrebbero presentare delle tipiche caratteristiche interne, quali inclusioni metalliche, specifiche “nuvole” e, ultimo ma non meno importante, una tipica luminescenza rossastra o rosata allorché li si esponga agli UV ad onda corta del DTC Diamondview.
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È cosa risputa che la componente maggiore del costo di questa merce risiede nei costi di
taglio. Oltretutto, la perdita di peso che si riscontra nel taglio del sintetico è doppiamente
importante, se comparata a quella del naturale. Ciò dovuto alle specifiche forme di
cristallizzazione del sintetico, nel grezzo.
- L’inghippo, se scoperto, segnerebbe la fine del frodatore
- Quest’aspetto del problema del melée sarebbe del tutto marginale e non è certo questa la reale minaccia ( l’improvvisato e disonesto non-professionista può anche vendere vetro, al posto del diamante, ad un privato credulone; nessuno è in grado di garantire o prevenire alcunché a riguardo ). Del resto, non è che gli aeroplani sian stati costruiti per precipitare, ma ogni tanto succede anche questo; così, di tanto in tanto, ci capita pure di imbatterci in qualcuno che è rimasto vittima d’una frode, come occasionalmente è capitato con la Moissanite Sintetica acquistata per diamante.
Due domande
:
È certo e sicuro che il pubblico preferisce il diamante naturale, specialmente se si considera l’immagine del lusso che ad esso è associata,ma perché non accettare un commercio parallelo capace di soddisfare anche le esigenze dei meno fortunati, se v’è certezza che ciò non va a detrimento del genuino prodotto naturale?
In tutta onestà, è nostro convincimento che, come è facilmente conseguibile l’identificazione dello smeraldo sintetico, così sarà anche per il diamante sintetico.
Zwi
Herman Brauner
IGI Research Department
Dai Signori Franco Salusso e Franco Manavella di Bricherasio e Macello (Provincia di Torino), rispettivamente, abbiamo ricevuto un’interessante relazione riguardante il Granato Piropo rosa del massiccio Dora-Maira, Alpi Occidentali del saluzzese.
La caratteristica peculiare di questo Granato risiede nel
fatto che si tratta, caso unico al mondo, di Piropo puro e non di un termine
intermedio d’una miscela isomorfa, com’è il caso dei granati in generale.
Meglio sarebbe lasciare direttamente la parola all’estratto d’ un articolo apparso ancora nel gennaio del 1994 sulla rivista tedesca “Mineralien Welt”, non prima però di riportare le risultanze d’una analisi gemmologica, così concepita :
Gruppo : Granato; Specie : Piropo; Varietà : Rosa ; Indice di rifrazione : 1,739; Carattere Ottico : Monorifrangente ; Densità : 3,72; Reazione agli UV, Onde Lunghe ed Onde Corte : Inerte; Inclusioni accertate con Analisi Spettroscopica Micro-Raman : Rutilo, Zircone, Apatite, Kyanite.
Ecco dunque l’articolo, che riteniamo di notevole interesse, anche se datato e con una traduzione che, per rispettare il testo, poco si concede all’eleganza della lingua italiana :
( Roccia spettacolare del massiccio Dora – Maira nelle Alpi Occidentali )
La nostra concezione sulla formazione della Terra si basa sulla teoria della Tettonica a Zolle, secondo la quale porzioni della crosta terrestre e degli strati sottostanti, scivolando su un mantello plastico, compiono movimenti orizzontali molto estesi.La crosta, da paragonare alla buccia di una mela, ha uno spessore variante dai 5 ai 7 Km al di sotto degli oceani e di circa 35 Km al di sotto dei continenti.
Se zone crostali singole si spostano, nascono le montagne; sotto quelle più giovani, la crosta può raggiungere 60 Km di spessore.
L’immagine classica della geologia era limitata fino a poco tempo fa a movimenti verticali di questo tipo.
Circa 10 anni fa un mineralogista francese, il Dr. Chopin, faceva una scoperta eccezionale nelle Alpi Occidentali italiane : evidenziava infatti che delle rocce, in origine sedimentarie, dopo essere state inghiottite per una profondità di oltre 100 Km erano poi state portate - attraverso i movimenti orogenetici di formazione delle montagne - di nuovo in superficie. Le ricerche su questi metamorfismi ad alta pressione sono state continuate in seguito dagli scienziati francesi dell’Università di Bochin ( Germania ).
Questo articolo intende dimostrare, in modo semplificato ed esemplare, come i mineralogisti riescono a scoprire, in frammenti di pietra, la storia dello sviluppo delle rocce grazie ad un lavoro certosino da investigatori privati. Essi fanno riferimento a “minerali indicatori” che si sono formati in certi momenti della formazione e della trasformazione delle rocce, e che si trovano oggi lontano dal luogo della loro formazione.
A metà degli anni ’60, lo scienziato francese Dr. Vialon studiò le rocce qui presentate per la prima volta, indicando l’esistenza di ciottoli della grandezza di una testa. Fu una scoperta sensazionale quando il Dr. Chopin stabilì, nel 1984, che questi non erano ciottoli ma cristalli di granato aventi composizione quasi ideale Mg3 Al2 (SiO4)3, e che quindi si trattava di PIROPO quasi puro.
In tutto il mondo questa è la prima volta che si è in presenza di PIROPO puro, se si considera che negli altri casi esistono solo cristalli composti da miscele di granati.
Esperimenti di laboratorio evidenziano che il PIROPO puro è un indicatore di alta pressione, perché si forma solo ad una profondità superiore ai 50 Km.Analisi al microscopio evidenziano altri risultati interessanti: sono state infatti osservate nel PIROPO delle inclusioni che si presentano circondate da screpolature radiali in forma di ragnatela. Analisi radiologiche e chimiche portarono ad una seconda e sensazionale scoperta . Il minerale incluso era una COESITE, una modificazione ad alta pressione dell’SiO2.Prima si era rinvenuto questo minerale solamente nei crateri di meteoriti e nelle formazioni di Kimberlite formatesi a grande profondità. Questa era una prova che queste rocce sono state sottoposte a pressioni che si trovano nell’area del campo di stabilità sperimentale provato per il minerale COESITE.
Quindi le rocce dovevano essere state, durante la formazione della COESITE e la crescita del PIROPO, ad una profondità di almeno 100 Km. Facendo ulteriori ricerche microscopiche, il Dr. Chopin trovava un minerale di colore viola che egli chiamava ELLENBERGERITE.
Si tratta di un silicato complesso che contiene FOSFORO, rispondente alla formula ( Mg, Ti,Z2)2 Mg6 ( Al,Mg)6 (Si,P)2 Si6O28 (OH)10 e che sino ad ora non era mai stato trovato in nessun altro luogo.Grazie alle enormi possibilità offerte dalla microscopia, dagli esperimenti microchimici, dall’applicazione di metodi radiologici, dalle conoscenze di esperimenti e calcoli termodinamici, conosciamo oggi la formazione di questa roccia eccezionale.
In un primo momento si formavano, con l’aumento della pressione e della temperatura, dei grossi cristalli di PIROPO caratterizzati da inclusioni di ELLENBERGERITE. Poco prima di raggiungere il massimo della metamorfosi ad una profondità di circa 130 Km, avveniva invece la formazione di piccoli cristalli di PIROPO associati alla COESITE. Per effetto di questa nuova concezione delle scienze geologiche si facevano, in altre località come per esempio nella Norvegia occidentale, delle scoperte simili. Nelle rocce metamorfiche della Cina centrale e del Kazachistan, la pressione nel corso della formazione era ancora più elevata: nelle rocce di queste zone veniva oltrepassata la curva di trasformazione Grafite- Diamante.
Le ricerche sul PIROPO + QUARZITE, che esiste solo in una zona ristretta delle Alpi Occidentali, dimostra in modo impressionante che la ricerca geoscientifica interdisciplinare riesce a ricostruire , grazie alla combinazione di osservazioni del terreno, ricerche microscopiche, dati sperimentali e modelli matematici, la storia della formazione di una roccia che può anche far cambiare- a seconda del caso - la concezione geotettonica del mondo.
LC
Riceviamo. da Stefano Iommi di Corridonia ( Macerata ), i sotto-riportati quesiti, che riteniamo senz’altro di comune interesse. Cercheremo di portare il nostro conforto e contributo, per quel che alle nostre limitate possibilità è consentito. Se ciò si dovesse rivelare insufficiente, invitiamo a dar una scorsa all’informativa ricevuta dall’IGI, alla rubrica “Note di Laboratorio”. Se anche questo dovesse lasciare insoddisfatti, riuniremo il consiglio segreto del comitato centrale del politburo della Gemmarum Lapidator per decidere il da farsi...
E così se n’è andato, sul far della prima mezza luna di dicembre. Ha guadato il fiume che separa i due mondi, Ottaviano Violati Tescari, G.G., Graduate Gemmologist, Gentiluomo Galantuomo. Uno dei pochi Gentiluomini Galantuomini con la G maiuscola in entrambi i casi. Uno dei pochi che ti riusciva di trovare in giro, della serie “l’ultimo dei Mohicani”, per intenderci. Così lo vedevo io. Non glielo dissi mai. Temevo che, nella sua modestia, mi potesse redarguire per quella che- ho sempre pensato - avrebbe considerato un’inopportuna adulazione. Gemmologo lo era, Ottaviano, e coi fiocchi. Quando uno sa trasmettere la materia come Ottaviano sapeva trasmettere la gemmologia, uno la materia non solo la sa. Ce l’ha nel cuore. E se col cuore, con passione, e se di cuore, con dedizione, la offre, allora uno è proprio un gran gemmologo, perché è anche un Maestro. Così era, Ottaviano. Maestro di gemmologia e maestro di vita. Soprattutto se coniughi sapienza ed umiltà, saggezza e modestia, passione e dedizione. Allora sei anche maestro di vita. A lui riusciva anche questo. Questo era Ottaviano. Sentito dire dai suoi allievi. Sentito dire anche in Uruguay. Un verdadero caballero de un tiempo, el Señor Octaviano, verdad! Questa era l’impressione che aveva lasciato dietro di sé, anche nel Nuovo Mondo. E così mi piace ricordarlo. Grazie per quel che hai lasciato a chi ti ha conosciuto : l’esempio di una vita da cui trarre spunto, e quindi proprio ben spesa.
A-Dio, caballero Gentiluomo Galantuomo. Vai verso la Luce che t’attende. Altri compiti ti saran riservati.. Quelli testé conclusi, li hai svolti al meglio.
Spero di ritrovarti ancora, quando e come non so.
LC